Il «fiume artificiale» è già percorso dai battelli turistici. E ora si sperimenta un servizio anche per i pendolari. Ma tanti ostacoli impediscono a Milano di essere la città d’acqua di un tempo
di Luigi Franco (da MM del 27 gennaio 2010)

Uno dei battelli che hanno navigato sul Naviglio Grande per il servizio sperimentale di trasporto pubblico promosso dalla Provincia di Milano (foto Navigli Lombardi scarl)
Il clacson suona. Luca alza la testa dal libro e guarda fuori dal finestrino: da superare non c’è la solita auto in doppia fila, ma un gruppo di canottieri che, più lenti, si fanno da parte. Lui al lavoro ci va in battello. Sul Naviglio Grande. La velocità media è di circa 10 chilometri all’ora, «5 nodi», spiega il comandante. Quanto basta per lasciare indietro chi, sulla strada di fianco, è in coda al semaforo.
Da Trezzano sul Naviglio alla Darsena, in auto, ci vogliono 45 minuti. Più il tempo per trovare parcheggio. E in barca? «Un’ora, ma così mi rilasso», risponde Luca, 41 anni. Una delle cento persone che in media hanno usato ogni giorno il servizio di trasporto pubblico su acqua, sperimentato dalla Provincia di Milano per poco più di un mese, fino al 18 gennaio scorso. «Visto che la gente ha apprezzato, daremo seguito all’iniziativa già a partire dal prossimo maggio», ha promesso l’assessore provinciale alle Infrastrutture e alla Mobilità Giovanni De Nicola. Una nuova sperimentazione che dovrebbe durare fino all’inizio di agosto.
Navigli Lombardi, la società proprietaria dei battelli, naviga già dal 2007 sui canali milanesi per fare ammirare ai turisti il funzionamento della chiusa della Conchetta che risale agli inizi dell’Ottocento. O per una gita verso il Parco del Ticino, passando di fianco alle ville di campagna dei nobili che un tempo abitavano in città. Ma stavolta è diverso: i Navigli potrebbero essere di nuovo utilizzati per andare al lavoro. E magari anche per trasportare le merci. Come in passato. «Nell’Ottocento si andava a comprare l’insalata in barca, fino al Duomo, dove c’era il verziere», ricorda Raffaele Pugliese, docente di Composizione architettonica e urbana al Politecnico e presidente del Comitato scientifico di Navigli Lombardi. «E Milano era il primo porto in Italia per tonnellaggio, visto che sulle imbarcazioni erano caricate merci pesanti, come la sabbia per le costruzioni». Poi, negli anni ‘30, la cerchia interna fu coperta. E un trentennio dopo la Martesana fu interrata sotto via Melchiorre Gioia.
I problemi attuali di traffico e inquinamento hanno fatto tornare di moda il tema della navigabilità del «fiume» milanese. Tanto che il progetto per la candidatura a Expo 2015 prevedeva una via d’acqua che collegasse la Darsena al sito di Rho-Pero. «Questo nuovo canale non si farà, perché la sua realizzazione presenta troppe difficoltà tecniche», spiega l’ex assessore comunale a Mobilità, Ambiente e Trasporti Edoardo Croci. «Ma la “risorsa acqua” verrà valorizzata e per i Navigli è prevista una riqualificazione. Si potrebbe anche pensare a un nuovo servizio di trasporto pubblico con battelli ecologici su cui si possa caricare anche la bicicletta». Come quello che è stato proposto dall’associazione Amici dei Navigli con la collaborazione di Comune e Fondazione Cariplo: due le linee, una per pendolari lungo il Naviglio Grande, tra Corsico e la Darsena, l’altra per il tempo libero dalla Conchetta sul Pavese alla stazione di San Cristoforo sul Naviglio Grande. Il progetto prevede fermate più ravvicinate e corse più frequenti rispetto al servizio proposto dalla Provincia. E 11 imbarcazioni a energia solare: «Ma è difficile trovare i finanziamenti necessari», dice l’assessore De Nicola.

Durante la nevicata di dicembre, nessun ingorgo per chi ha scelto il battello per andare da Trezzano sul Naviglio alla Darsena (foto Navigli Lombardi scarl)
Così, per ora, non resta che aspettare la sperimentazione di maggio. Ma il presidente dell’associazione Amici dei Navigli Empio Malara non si arrende: «Va recuperata l’originaria plurifunzionalità dei Navigli, che devono essere utilizzati sia per l’irrigazione che per la navigazione. Un passo alla volta, e magari un giorno si arriverà alla riapertura della cerchia interna. L’importante è che i lavori per la nuova linea 4 del metrò non ne compromettano per sempre un eventuale recupero».
Secondo Pugliese, non è però realistico pensare di collegare di nuovo la Martesana alla Darsena attraverso il vecchio percorso, «che ormai non esiste più. Bisogna pensare a un progetto davvero realizzabile: restaurare le sponde, sostituire i ponti a raso sul Pavese, risolvere il problema delle alghe che creano problemi ai battelli. E portare a termine i lavori per rendere navigabile a fini turistici la Locarno-Milano-Venezia». Cioè l’idrovia che attraverso Lago Maggiore, Ticino e Po collegherebbe la città svizzera all’Adriatico. Con una deviazione per Milano, proprio grazie ai Navigli. Quello Grande è già tutto navigabile, anche se l’elevata pendenza nel tratto tra Abbiategrasso a Turbigo fa sì che contro corrente siano necessari motori piuttosto potenti. Il Naviglio Pavese è invece più piatto, grazie alle conche che permettono di superare il dislivello tra un tratto del canale e l’altro. Ma rallentano il passaggio delle imbarcazioni, per il tempo necessario a superare ognuna di esse. Altri ostacoli alla navigazione sono poi le due asciutte: in autunno e alla fine dell’inverno, quando i campi non devono essere irrigati, si riduce il livello delle acque, per consentire la manutenzione dei canali.
Qualche difficoltà c’è, ma Pugliese ha fiducia che in futuro la navigazione possa diventare una risorsa. «Investire su questo nuovo mezzo di trasporto potrebbe pure diventare economicamente conveniente in futuro. Prima però bisogna realizzare nell’area dei Navigli piste ciclabili, recuperare tutte le ville patrizie, creare percorsi verdi tra i parchi. E il Piano territoriale d’area, appena approvato dalla Giunta regionale, sembra andare in questa direzione», dice il professore. «La bellezza dei luoghi porta attività ad alto valore aggiunto: il sistema Navigli potrebbe diventare un’infrastruttura della conoscenza, che colleghi tra loro le imprese innovative e le università della Lombardia».
In attesa che la piena navigabilità sia recuperata, qualcuno ha già iniziato a godersi la ritrovata balneabilità. Nel 2009, è rinato il Cimento invernale: cento persone hanno sfidato il gelo e si sono tuffate nel Naviglio Grande, a quasi mezzo secolo dall’ultima edizione. Quest’anno l’appuntamento è per il 31 gennaio. Tutti a fare due bracciate. Prima che a riempire le acque siano i battelli.

pensa che figata se la famosa raggiera di viabilità che tanto manca, fosse tutta su acqua…mi sai dare dei dettagli sul rinnovo dell’inizaitiva in breve? vorrei farci un pezzo tv. sarebbe figo da vedere.
Aggiorna ancora, ing!
M
Per ora c’è un comunicato stampa della Provincia in cui si parla di ripartenza della sperimentazione a partire da maggio. Però i dettagli non sono ancora stati definiti.
Avevo fatto un breve servizio tv per il 7Mag del 21 dic. Lo posto nei prossimi giorni.
Navigli Lombardi ha 4 itinerari turistici (sospesi per l’inverno): sarebbe bello fare le riprese anche su uno di questi.
Ah, hai vinto il premio primo commento del blog, ti devo una lattina di coca!
Gg
Magari l’hai già visto, questo è un progetto sul Poli per la riemersione dei navigli. Dal punto di vista tecnico è davvero interessante, dal punto di vista politico….beh dal punto di vista politico lascimo stare…..
Tra l’altro sul dossier del EXPO2015 c’era proprio la possibilità (anzi sui dossier era ormai sodato che si faceva) di avere una via d’acqua dal Naviglio Grande fino alla zona EXPO….
ecco il sito:
http://apassoduomo.altervista.org
altro sito che parla dei progetti:
http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=573
http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=394
dal forum di skyscraperscity:
http://66.249.128.91/showthread.php?s=d6b0e2fd7a41d1c92c74b9c4f0ce65d3&t=667964
mauri
Grazie mille dei link Mauri!
‘sto pezzo è stato un parto! ma visti i risultati ne è valsa la pena!
p.s. cosa vince il secondo commento??? hehehehehe
un the caldo della macchinetta!
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